hezbollah visto da sinistra
quel fastidioso partito comunista
khaled saghiyyeh, dal quotidiano indipendente libanese al akhbar
(piccola parentesi: la nuova resistenza cui si fa riferimento di seguito è, nella fattispecie, il fenomeno hezbollah che prima dichiarare guerra all'occupazione israeliana del sud ha combattuto il fronte nazionale della resistenza libanese, fondato dai comunisti, puntellato dall'iran post-rivoluzionario. ai tempi, la sinistra in libano era stata abbastanza forte da allarmare di una serie di potenze straniere, che appoggiarono le milizie dell'ultradestra falangista oltre che l'intervento israeliano e siriano. al akhbar, quotidiano di sinistra notoriamente a favore di hezbollah, per una volta ha deciso di riesumare vecchi dissapori con qualche esercizio di memoria storica. ndt)
la demolizione delle tombe dei martiri della resistenza nazionale libanese in kfarrumman, nel libano meridionale, reca con sè un significto non indifferente. sono in tanti, quelli che vorrebbero poter cancellare l'acronimo lnrf dalla memoria storica, o quantomeno far dimenticare che è stato il partito comunista a fodare la resistenza contro l'occupazione israeliana. ma, sfortunatamente per loro, sono stati i comunisti a inventare la resistenza in libano. e sono stati i comunisti, quelli che non si sono mai persi per la strada, continuando a impegnarsi nella resistenza anche quando la gestione è passata ad altre mani.
in libano non è facile insistere e rimanere un partito comunista, in un paese che non lascia spazio al discorso politico quando questo non sia promosso dai baroni di qualche setta o confessione, un paese in cui non ci sono spazi per battaglie che non servano gli interessi delle classi alte degli affaristi, degli sciacalli del mercato immobiliare, e degli importatori. persino i boss dell'imprenditoria, dopotutto, si ritrovano ogni tanto a dover combattere per tenersi la propria fetta di torta, continuamente contesa dagli altri capitalisti. ed infatti, per l'appunto, è stato per questo che una volta in cui le fazioni libanesi si sono trovate tutte d'accordo è stato quando si è trattato di impedire ai rappresentanti del partito comunista di accedere al seggio parlamentare.
e la situazione è sempre stata questa, anche prima che tutti si mettessero di impegno a resuscitare una legge elettorale vecchia 50 anni, era così anche da prima che il rinnovamento della sinistra significasse buttarsi in trincea con imperialisti e neoliberisti.
la situazione è sempre stata questa, anche da prima che per la nuova resistenza diventasse dura menzionare il ruolo del partito comunista nella resistenza. e non è facile per nessun partito comunista sopravvivere, dopo che la caduta dell'uione sovietica è stata usata per smontare quanto le classi operaie, a giro per il mondo, hanno conquistato con sudore e sangue. l'obiettivo per chi combatte e marginalizza il partito comunista in libano non è tanto l'entità politica, quanto lo smontare l'idea che ha ispirato combattenti, artisti, lavoratori e intellettuali per più di un secolo: l'idea di resistere alla dominazione delle classi alte, l'dea di inventarsi un'aternativa alle attuali modalità di divisione di lavoro e produttività, qualcosa che funzioni superando lo sfruttamento.
ormai, anche parlare di giustizia sociale e uguaglianza viene deriso come nostalgia di parole e concetti stagionati come il legno – figuriamoci il sogno di un nuovo ordine economico globale