annalena di giovanni (fate piano quando uscite)

  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
annalena di giovanni (fate piano quando uscite)
E-mail Print

Caro Totò,

o ti devo chiamare boss, o ti devo chiamare 'curtu, o come cazzo ti devo chiamare che siccome non mi sono imbarbarito e nemmeno combinato-puncicato non lo so mica qual'è il tuo nome di battaglia nel risiko di uomini d'onore di mafiopoli. Ti chiamerò Totò, tenendo sottinteso il cognome Riina e per i più scettici Bagarella la tua signora. Qui come sai ben si faceva un po' di satira, dico divertimento così per ridere, ma poi abbiamo sentito saputo che diretto e indiretto ci ascolti, con quei monelli televisionari di Telejato e allora non ce l'ho mica fatta a trattenermi di scriverti. Perché tu lo sai bene che in uno spicchio che ci si può parlare bisogna sfruttarlo subito, ma di questo ne parliamo dopo. Te lo scrivo in italiano pulito perchè, scusami, caro Totò, sarai anche cattivo come un toro e furbo come un limone ma dai documenti a disposizione (quelli che non si sono mangiati durante l'intervallo i tuoi compari e gli insospettabili) tutto mi sembra tranne che sei forte con la lingua. Quella italiana, intendo. Non quella tua che tutta per fifa hanno sempre fatto finta di capire. E allora parlo pulito. Così ci si intende per la "posta del cuore di Riina 'o curtu" senza che ci devi pagare magari un traduttore in mafiopolitano e spenderci altri soldi appena dopo, vicino vicino ai regali di nozze e alle bomboniere di tua figlia per il santo matrimonio in pace e carità.

Read more...
 

 Continuano le storie che Giulio Cavalli racconta prendendo spunto di volta in volta dai fatti che avvengono nell'attualità che ci circonda, rivoltandole in maniera ironica. e questa settimana non poteva che continuare la storia dei Capalesi, la famiglia che regna a Gomorra, comandata dal terribile Sandrocàn Schiavone. Presi di mira i presunti pentimenti dei cittadini di mafiopoli e soprattutto il carcere duro, un carcere così duro che i boss possono inviare anche i fax a Saviano. Cavalli prende in prestito le parole di Riina U'Curtu, una delle star di queste storie, assieme a zu binnu di Provenza, per distruggere con l'ironia tutti i luoghi comuni raccontati attorno allo scrittore casertano. Dalla provincia di Gomorra, in Campania si torna a Palermo, in Sicilia, la capitale di Mafiopoli, dove l'ex governatore "Totò bacio bacio", il bacetto rotante più pericoloso del west, ha passato il testimone a Lombardo, il governatore del nord. Nonostante questo però si scopre un fitto giro d'affari di "famiglia" in piena continuità con la vecchia gestione.

 

 
E-mail Print

hezbollah visto da sinistra 

quel fastidioso partito comunista


 

khaled saghiyyeh, dal quotidiano indipendente libanese al akhbar

 

(piccola parentesi: la nuova resistenza cui si fa riferimento di seguito è, nella fattispecie, il fenomeno hezbollah che prima dichiarare guerra all'occupazione israeliana del sud ha combattuto il fronte nazionale della resistenza libanese, fondato dai comunisti, puntellato dall'iran post-rivoluzionario. ai tempi, la sinistra in libano era stata abbastanza forte da allarmare di una serie di potenze straniere, che appoggiarono le milizie dell'ultradestra falangista oltre che l'intervento israeliano e siriano. al akhbar, quotidiano di sinistra notoriamente a favore di hezbollah, per una volta ha deciso di riesumare vecchi dissapori con qualche esercizio di memoria storica. ndt)

 

 

la demolizione delle tombe dei martiri della resistenza nazionale libanese in kfarrumman, nel libano meridionale, reca con sè un significto non indifferente. sono in tanti, quelli che vorrebbero poter cancellare l'acronimo lnrf dalla memoria storica, o quantomeno far dimenticare che è stato il partito comunista a fodare la resistenza contro l'occupazione israeliana. ma, sfortunatamente per loro, sono stati i comunisti a inventare la resistenza in libano. e sono stati i comunisti, quelli che non si sono mai persi per la strada, continuando a impegnarsi nella resistenza anche quando la gestione è passata ad altre mani.

in libano non è facile insistere e rimanere un partito comunista, in un paese che non lascia spazio al discorso politico quando questo non sia promosso dai baroni di qualche setta o confessione, un paese in cui non ci sono spazi per battaglie che non servano gli interessi delle classi alte degli affaristi, degli sciacalli del mercato immobiliare, e degli importatori. persino i boss dell'imprenditoria, dopotutto, si ritrovano ogni tanto a dover combattere per tenersi la propria fetta di torta, continuamente contesa dagli altri capitalisti. ed infatti, per l'appunto, è stato per questo che una volta in cui le fazioni libanesi si sono trovate tutte d'accordo è stato quando si è trattato di impedire ai rappresentanti del partito comunista di accedere al seggio parlamentare.

e la situazione è sempre stata questa, anche prima che tutti si mettessero di impegno a resuscitare una legge elettorale vecchia 50 anni, era così anche da prima che il rinnovamento della sinistra significasse buttarsi in trincea con imperialisti e neoliberisti. 

 

la situazione è sempre stata questa, anche da prima che per la nuova resistenza diventasse dura menzionare il ruolo del partito comunista nella resistenza. e non è facile per nessun partito comunista sopravvivere, dopo che la caduta dell'uione sovietica è stata usata per smontare quanto le classi operaie, a giro per il mondo, hanno conquistato con sudore e sangue. l'obiettivo per chi combatte e marginalizza il partito comunista in libano non è tanto l'entità politica, quanto lo smontare l'idea che ha ispirato combattenti, artisti, lavoratori e intellettuali per più di un secolo: l'idea di resistere alla dominazione delle classi alte, l'dea di inventarsi un'aternativa alle attuali modalità di divisione di lavoro e produttività, qualcosa che funzioni superando lo sfruttamento.

 

ormai, anche parlare di giustizia sociale e uguaglianza viene deriso come nostalgia di parole e concetti stagionati come il legno – figuriamoci il sogno di un nuovo ordine economico globale


 

 
E-mail Print

Mafiopoli si sa non è altro che lo specchio della realtà. Ed è per questo che oggi vi narriamo recenti fatti d’attualità. E’ il caso ad esempio della famiglia Raccuglia di Mimmo precisamente e di sua moglie, accade infatti ogni anno che la signora “Pattuglia” verso Maggio riesca a sparire dal suo territorio, Altofonte (PA) per poi farne ritorno i primi di Settembre in gravidanza. E restando in tema di procreazione come non ricordare il caso del boss Graviano a cui è stato consentito di procreare in provetta. Piccolo e breve l’accenno alle coppie di fatto, ma come dimenticare che il religiosissimo “Zio Binnu” in latitanza è diventato tre volte papà pur non essendo sposato? Mah chissà. Di cronaca nera parliamo quando affrontiamo il tema dei “Capalesi”, i Casalesi di Campania, che hanno sterminato in un giorno 7 persone di colore, perché presumibilmente avevano intenzione di inserirsi nel giro dello spaccio senza la loro autorizzazione. Chiudendo sull’attualità ricordiamo i testimoni di giustizia, molto spesso dimenticati dallo stato, è di questi giorni la notizia che a Pino Masciari non è stata assegnata una scorta poiché protetto da una rete di amici che fanno da scudo umano.

Read more...
 
E-mail Print

ramadan fra yemen e arabia saudita

la stagione dei poveri

khalid al hamadi dal quotidiano palestinese al quds al arabi


fonti locali dai confini che intercorrono fra yemen e arabia saudita assicurano che le infiltrazioni clandestine dei poveri yemeniti – che accorrono per praticare l'elemosina durante il mese sacro di ramadan – all'interno del regno saudita si sta instensificando da diversi giorni. per le elemosine, il mese di ramadan è da sempre considerato la stagione più ricca dell'anno; abbastanza da spingere gli indigenti dello yemen a tentare la fortuna sfidando la distrazione della polizia di confine, fino a raggiungere il territorio saudita. 

 

Read more...
 
  • «
  •  Start 
  •  Prev 
  •  1 
  •  2 
  •  Next 
  •  End 
  • »


Page 1 of 2

Siamo tutti Pino Maniaci

Un giornalista a rischio è un rischio per la libertà di informazione e per la democrazia. Aderisci alla campagna "Siamo Tutti Pino Maniaci

Telejato per RESISTERE ed ESISTERE ha bisogno di risorse, la macchina valeva poche centinaia di euro ma è giunta l'ora di farsi carico di un pezzo di informazione prezioso. Chi desidera contruibuire ad un prezioso esempio di LIBERTA' di INFORMAZIONE può cliccare sul tasto "Donazioni" sul sito www.telejato.it. Indichiamo anche l'IBAN per Bonifici Bancari: IT89 U030 3243 4900 1000 0002 804


slow news

2008-10-09

trovati i giornalisti spariti in libano

beirut, 09 - 10 15:36

sarebbero sotto arresto in siria taylor luck e holli chmela, i due giornalisti americani basati in giordania dati per dispersi in libano da una settimana.

 

 

Read more...
 

aggiornamento 

sarebbe stato hezbollah ad abbettere il velivolo dell'esercito libanese lo scorso venerdì. è in corso una commissione d'inchiesta congiunta sull'incidente.

 

10: 00 28-08

aumentano le incursioni aeree israeliane in territorio libanese. questa mattina un elicottero dell'esercito libanese in ricognizione è stato costretto all'atterraggio da alcuni spari di provenienza non identificata, durante un volo di addestramento a soujod, a 20 km dal confine israeliano. un membro dell'equipaggio sarebbe morto, altri quattro feriti. in seguito all'incidente, nelle ultime ore gli sconfinamenti da parte di tel aviv sono inspiegabilmente aumentati. da circa due settimane israle sconfina quasi quotidianamente nei cieli libanesi, una situazione che ricorda molto i giorni immediatamente precedenti al conflitto del 2006. tel aviv ha fatto sapere di non gradire il nuovo governo installato a beirut, che ha incluso hezbollah fra i propri rappresentanti; il governo israeliano e hezbollah si sono scambiati rinnovate minacce sulle rispettive contromosse in caso di provocazione. adesso le infrazioni israeliane fanno temere il peggio.

Read more...
 

13:20 25 -08

 nuova incursione aerea nei cieli del libano. secondo le agenzie libanesi, caccia israeliani avrebbero compiuto alcune evoluzioni nel sud del libano, zona centro-orientale. è l'ennesimo episodio negli ultimi giorni, dopo un'escalation di minacce fra governo israeliano - preoccupato dal nuovo governo di unità nazionale, che conta alcuni esponenti del partito hezbollah - e sayyd hassan nasrallah, segretario del partito di dio. sabato scorso i soldati di tel aviv si erano persio avventurati a piedi oltreconfine. da entrambi i paesi si promettono pesanti risposte armate alla prima provocazione, e anche il neo-presidente michel sleimane non nasconde un certo nervosismo a riguardo. secondo l'emittente di hezbollah, al manar, ieri nasrallah si sarebbe rivolto ad un raduno degli scout sciiti spiegando le incursioni israeliane in questi termini: «tutte queste minacce e rumore contro il libano va interpretato come il risultato di problemi interni ad israele stessa. non sottostimiamo né sottovalutiamo la portata di tali minacce, ma cerchiamo di gestirle con fermezza e tranquillità».

 

17:00 23 - 08

 israele torna in libano. per ragioni tuttora non specificate, la scorsa notte - secondo le agenzie libanesi - alcuni uomini dell'esercito di tel aviv sarebbero penetrati in territorio libanese nei pressi di marjayoun. percorsi circa 100 metri, dopo 15 minuti, avrebbero fatto ritorno entro i confini israeliani. lo strano episodio è avvenuto dopo giorni di minacce da parte di israele nei confronti del nuovo governo libanese, ed alcuni sconfinamenti aerei da parte degli f-16 di tel aviv 

 

14:00 23 - 08

 il presidente iraniano ahmadinejad sarebbe sotto pressione da parte dell'opinione pubblica per spingerlo a licenziare il suo vice, esfandyar rahim-mosha'i. contrariamente a quanto la stampa occidentale porterebbe a credere, la polemica che in questi giorni travolge i giornali in persiano - da e'timad al kheyan - è nata in seguito ad alcune dichiarazioi di simpatia, da parte di mosha'i, nei confronti di usa e israele: «ribadisco per la millesima volta la mia solidarietà nei confronti di usa e israele», avrebbe detto il vice - premier. ora la stampa conservatrice, infuriata, e i ranghi della destra iraniana chiedono a ahmadinejad di liquidare mosha'i. incredibile ma vero: il presidente non solo ha rifiutato, ma ha mostrato il suo appoggio nei confronti del vice portandoselo in missione in turchia.

 

16:00 23 - 08

 per il ministro del petrolio iracheno, hussein ash- shahristani, nel mondo si produce troppo oro nero. lucida e contro corrente l'analisi  di colui che gestisce la seconda riserva mondiale di petrolio al mondo: mercato, contratti e crisi del dollaro avrebbero spinto ad estrarre più petrolio di quanto vendibile. shahristani sarebbe alla vigilia di un viaggio verso la cina, per segnare un contratto di forniture petrolifere con pechino. 

 

22:00 22 - 08

ghaza, la vita del soldato israeliano rapito nel 2006, gilad shalit, sarebbe in pericolo. in un comunicato pervenuto alla stampa internazionale, le brigate di ezz ad-din al qassam, vicine a hamas, avrebbero minacciato di fargli fare "la fine di ron arad" (pilota precedentemente morto) se tel aviv continuerà a temporeggiare sull'accordo con hamas per lo scambio dei prigionieri politici palestinesi, cui dovrebbe fr seguito la liberazione di shalit

 

09:30 22 - 08

 

con una decisione storica, il governo libanese ha definitivamente approvato l'insediamento di un'ambasciata siriana il libano. non era mai successo nei 60 anni di indipendenza dei due paesi vicini.

continua invece l'incertezza sulla nomina del nuovo capo delle forze armate, che dovrebbe succedere al precedente capo dell'esercito, l'attuale presidente della repubblicagenerale michel sleimane.

 

23:55 21 - 08

novità dal caso ergenekon, la gladio turca messa sotto inchiesta dalla magistratura di ankara: fra le pagine di un'agenda personale - risalente alla fine degli anni '80 - dell'imputato Veli Küçük sarebbero stati rinvenuti appunti sul nascondiglio segreto del leader del pkk abdullahi ocalan un presunto trafficoverso l'iraq sponsorizzato dalla ergenekon stessa.

Read more...
 

cartoline saracene

quel fastidioso partito comunista

khaled saghiyyeh, dal quotidiano indipendente libanese al akhbar 

 

in libano non è facile insistere e rimanere un partito comunista, in un paese che non lascia spazio al discorso politico quando questo non sia promosso dai baroni di qualche setta o confessione, un paese in cui non ci sono spazi per battaglie che non servano gli interessi delle classi alte degli affaristi, degli sciacalli del mercato immobiliare, e degli importatori. persino i boss dell'imprenditoria, dopotutto, si ritrovano ogni tanto a dover combattere per tenersi la propria fetta di torta, continuamente contesa dagli altri capitalisti. ed infatti, per l'appunto, è stato per questo che una volta in cui le fazioni libanesi si sono trovate tutte d'accordo è stato quando si è trattato di impedire ai rappresentanti del partito comunista di accedere al seggio parlamentare.

e la situazione è sempre stata questa, anche prima che tutti si mettessero di impegno a resuscitare una legge elettorale vecchia 50 anni, era così anche da prima che il rinnovamento della sinistra significasse buttarsi in trincea con imperialisti e neoliberisti.  

 

 

Read more...

la versione degl'altri

samir amin - egitto

il capitalismo va in pensione

(requisiti di base per un ventunesimo secolo non-americano)

 

il liberismo appare per quello che è: il viagra di un capitalismo ormai senile. e d'altra parte l'ottimismo della ragione ci porterebbe ad identificare le contingenze per cui una nuova sinistra possa finalmente sorgere per sfidare e sconfiggere le forze della destra. la costruzione di una simile sinistra richiederebbe un fronte internazionale delle classi dominate, delle genti del nord e del sud. questo fronte, in realtà, non esiste ancora.

 

 

Read more...
 

 

samir amin - egitto

il paradigma dello sviluppo


il paradigma realista vede lo sviluppo realizzabile in termini di adattamento intelligente alle tendenze spontanee del sistema capitalista. il fatto è che è nella natura del capitalismo globale continuare a produrre una polarizzazione delle risorse della società e del mercato

Read more...
 

Homeaboutpalestinalebanoniraniraqturkeycaucasus / caucasogulf countriesislam